Mi conforta sapere che quel siero è stato sperimentato già su parecchie persone.
In realtà hanno ammesso che le persone non erano poi così tante.
Però hanno applicato la metodologia corretta, quella a doppio cieco.
Solo inizialmente, ma ben presto questa metodologia è stata interrotta.
Ma quello che mi conforta maggiormente, è che hanno rispettato i tempi necessari alla sperimentazione.
A me risulta che abbiano reso disponibile il siero dopo pochi mesi, invece che dopo almeno tre anni.
Questo perché eravamo in emergenza e non esistevano cure alternative.
In realtà di cure alternative ne erano state trovate molte.
Ma non erano state sperimentate.
Alcune sono state sperimentate per un periodo simile a quello impiegato per il siero, invece altre erano note già da molti anni.
Però non ci sono abbastanza risultati.
Nemmeno per il siero, ma almeno quelli per le cure alternative erano molto buoni.
Il problema principale, è il controllo. Chi ha controllato i risultati delle cure alternative?
I medici stessi e anche i pazienti, visto che ora stanno quasi tutti bene.
Quindi sono autoreferenziali. Invece per il siero, è stata istituita una commissione di controllo.
Sì, ma ne fanno parte i dipendenti della casa farmaceutica che ha sviluppato il siero stesso. Quindi ache loro sono autoreferenziali.
Ma oltre alla commissione, è stato nominato anche un controllore.
Anche quello lavora per la casa farmaceutica.
E allora come la metti con l’autorità che ha approvato la sperimentazione, il controllo e poi l’uso del siero?
Non saprei perché abbiano rilasciato queste approvazioni, visto che la sperimentazione non è conclusa e, a detta della farmaceutica non potrà più essere portata a termine, il controllo se lo sono fatto da soli, e l’immissione in commercio è stata approvata a dispetto dell’esistenza di altre cure valide.
Con questo cosa vorresti dire, che il siero non è sicuro? Se è stato approvato, è sicuro! Mi fido solo del ministero della verità… ehm, della sanità!