Bene

  • Ieri ho compiuto la mia ennesima opera buona.
  • Davvero? Cosa di preciso?
  • Ho dato da mangiare a un affamato.
  • È una cosa buona, però non mi sembri soddisfatto.
  • Infatti, non lo sono.
  • E perché?
  • Perché il tale non mi ha nemmeno ringraziato.
  • Già, questo è piuttosto deludente.
  • Non dico che avrebbe dovuto osannarmi, come fanno quelli a cui ho fatto del bene finora, ma almeno un grazie.
  • Quindi la tua insoddisfazione sta nel fatto che il derelitto a cui hai dato da mangiare, non abbia poi iniziato a seguirti?
  • Be’, sì. Di solito, quando faccio il bene, poi la gente mi segue.
  • Quindi tu fai il bene allo scopo di essere seguito?
  • Cosa intendi dire? Opero il bene perché sono una persona buona, ecco perché poi mi seguono.
  • Ma resti deluso quando qualcuno non lo fa.
  • In effetti sì. Sono una brava persona che opera del bene e dà dei buoni consigli, perché non dovrebbero seguirmi?
  • Credo che seguirti o no, debba essere una loro scelta.
  • Ma che senso ha? Se io sono buono e faccio del bene, è nel loro interesse seguirmi.
  • Non ne sono convinto.
  • Quindi giustifichi il tale che ieri non mi ha ringraziato?
  • No, purtroppo il bene da solo non salva.
  • Cosa? E allora che senso avrebbe farlo?
  • Ha senso, perché chi lo fa è di certo un operatore di bene che dà opportunità a se stesso e a chi lo riceva di salvarsi, sempre che questi riconosca il bene.
  • Ecco, hai detto bene: la riconoscenza è la cosa importante!
  • Sì, ma la riconoscenza di cosa? Del bene o del benefattore?
  • Di entrambi direi.
  • Ricorda che nemmeno il bene operato da Cristo, ha prodotto sempre salvezza. Ad esempio dei dieci lebbrosi ne tornò solo uno.
  • È vero, ecco perché dico che dovrebbero seguirmi. In questo modo dimostrerebbero riconoscenza.
  • Ti sbagli. A quello che tornò, Cristo non chiese di seguirlo, ma lo mandò via, salvo!
  • Intendi dire che anche io dovrei mandare via tutti quelli che mi seguono?
  • Non credo tu possa promettergli la salvezza, quindi lascia decidere loro. Solo, non ti sostituire al bene. Tu lo operi, non lo sei.
  • Ma se io lo opero, vuol dire che lo sono.
  • Se tu operassi il bene che venga da te, allora saresti tu a decidere cosa sia bene e cosa sia male, e giudicheresti in base ai tuoi ragionamenti, alle tue emozioni, alle tue convenienze… questo non è il bene.
  • E allora cosa dovrei fare?
  • Operare il bene di chi ti precede. Solo in quel caso chi ti ringraziasse, ringrazierebbe per il bene vero e potrebbe ottenere la salvezza.
  • Quindi il mio operato non è il bene?
  • Se operi nel nome Suo, certo che lo è.
  • Allora non dovrei convincere la gente a seguirmi?
  • Se tu fai il bene vero, allora sei luce per gli altri. E, affinché chi ti segue ne benefici, deve mettersi sotto la luce, non accanto alla luce.
  • Intendi dire che gli altri non devono cooperare con me?
  • Forse con te devono progettare e studiare, come anche tu devi fare, ma poi ognuno può operare per proprio conto, come fecero gli apostoli.
  • Forse hai ragione.
  • Riflettere insieme sulla luce, e poi illuminare il mondo.
  • Sono d’accordo con te.
  • Bene.

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